Gruppo Fratres "Sorriso" Ferladonatori volontari di sangue |
|||||||
|
Sommario Il Gruppo Fratres di Ferla compie 10 anni
|
Mite
tu sei, o Ferla, e senza pretese pur
se preda sei dì barbare contese, ma
porgi l'orecchìo per udire le rese
di
gente che vive con braccia
distese. Mìrandoti
dall'alto io vedo una croce
formata
di strade con dentro una voce
che
flebile e stanca ripete costante: Nessuno
mi sente, son sempre distante! In
seno tu serbi qualcuno che vale
che
grida soltanto a gente normale:
"Siam
tutti fratelli nel bene e nel
male donando
del sangue che ognuno può dare. Guardiamoci
in faccia fratelli coscienti,
nascemmo
pagani ma fummo redenti
da
Cristo soltanto che venne fra “eventi” che
storia tramanda chiamando "momenti"; Seguiamo
l’esempio di quel Dio vivente,
che
il Padre e lo Spirito ha unito alla gente,
stringiamoci
attorno con fede cocente
capendo
financo che siamo fratelli; Doniamo
quel poco che tutti possiamo
di
sangue siam fatti e quello noi diamo
sapendo
di certo che utili siamo
a
tutti coloro che stendon la mano. Anche
se poveri in canna noi siamo,
nel
dare ai fratelli la vita che abbiamo
più
ricchi dei ricchi la gioia proviamo
sapendo
quel sangue negli altri pulsare. E
tu, Ferla, sprona i tuoi figli al "Sorriso " mostrando
fiero e aperto il tuo bel viso racchiuso
in arte qual fosse un
paradiso per
quelli che non t’hanno mai sentito. Anche
se piccola e disagiata sei
di
te è il ricordo e degli amici miei,
culla
come puoi tutti i sogni miei
pur
se lungi da te siam costretti a stare. -Firenze,
9 Luglio 2000 (Decennale
Gruppo Fratres di Ferla) |
|
|||||
|
Ogni gruppo Fratres ha una festa simbolo che generalmente ripete ogni anno. La nostra nel 2002 è stata la XII edizione. Non è niente di speciale, ma rappresenta per noi un giorno importante. In genere ogni gruppo cerca di arricchirla come meglio crede in base anche alle proprie possibilità economiche. Noi ci siamo sempre limitati a valorizzare con metodi più o meno simpatici l’attività del donatore: con mostre di pittura, sculture o magari semplicemente con fotografie di donatori stessi. Durante la giornata poi si organizzano giochi per i più piccini. Quando ci è stato possibile si è allietata la serata con uno spettacolo musicale. Questa giornata ha un comune denominatore per tutti i gruppi Fratres vale a dire la S. Messa che cerchiamo di personalizzare con preghiere specifiche. La S. Messa rappresenta per il gruppo il momento di maggior raccoglimento e commozione. Alla fine della Messa viene consegnato un piccolo riconoscimento a quei donatori che hanno già fatto un certo numero di donazioni.
|
|||||||
|
Il Gruppo Fratres di Ferla compie 10 anni Il Gruppo Fratres “Sorriso” di Ferla compie 10 anni. Si è costituito legalmente come associazione di donatori volontari di sangue il 13 gennaio 1991. L’idea di mettersi insieme e costituire questo gruppo nacque da un’interessante raccolta di sangue organizzata a Ferla dal gruppo di Misterbianco nella quale furono raccolte ben 41 sacche, poco più di 14 litri, di sangue intero. Un successo straordinario, un’immensa fortuna per quei bisognosi del plasma. Un gruppo promotore non si perse d’animo e districandosi in una marea di documenti e certificati, incoraggiati dalla soddisfazione di poter essere d’aiuto, avvenne la nascita del Gruppo Fratres “Sorriso” di Ferla. Perché “sorriso”? Perché l’opinione comune a tutti era anche il principio fondamentale del Gruppo stesso: far si che laddove ci sia pianto nasca e cresca il sorriso. Ed è quello che cerchiamo di fare fino ad oggi. Nel duemila, nell’anno del grande Giubileo, abbiamo compiuto dieci anni di attività e l' abbiamo festeggiata in modo solenne. Infatti, si è cercato di organizzare una festa della durata di una settimana (la prima settimana di Luglio), che ha previsto spazi per tutti, grandi, giovani e anziani. Ci sono state conferenze dibattito di natura medico-scientifica, un incontro tenuto dall'assistente spirituale della Fratres nazionale, giochi di vario genere, spettacoli organizzati dagli stessi soci per allietare le serate, momenti di riflessione con l’incontro con tutti gli altri gruppi Fratres e Misericordia, balli in piazza e quant’altro possa essere utile per sensibilizzare al volontariato e alla donazione del sangue.
|
|||||||
| Per
i ferlesi nel mondo
Metterci in contatto con tutti i ferlesi che risiedono fuori Ferla è stato un desiderio che ha sempre impegnato la nostra mente sin dalla costituzione come Fratres. Riteniamo che chiunque si sia allontanato dal nostro paese lo abbia fatto per necessità di vita, di lavoro, o altro. Supponiamo, come dimostrano le ricorrenze religiose, che un legame con il paese natale o dell’infanzia rimane sempre. Ed è proprio per questo che desideriamo informarti delle principali novità che durante l’anno caratterizzano la cronaca, la vita e le speranze del nostro paese. Forse da quando sei andato via, Ferla ha cambiato aspetto, o se non altro ha modificato realtà e allargato orizzonti. Il nostro scopo è quello di renderti partecipe di questi cambiamenti e trasformazioni al fine di farti sentire, anche a migliaia di chilometri di distanza, parte integrante di questa comunità che è anche la tua. Comunità che se pur detestabile per molti aspetti, occupa ancora un angolo del tuo cuore. Così ogni volta che verrai a Ferla o solo ti ci troverai a passare non ti sentirai un ospite, ma parte integrante di quel piccolo paese che da grande vuole fare la città...
|
|||||||
|
Se la lontananza o i tuoi impegni di lavoro ti hanno impedito di partecipare al fervore e alla commozione che i tuoi familiari e amici ferlesi manifestano dinanzi a questa ricorrenza, tramite queste poche righe voglio cogliere l’occasione per farteli assaporare. Ma prima di addentrarmi nella spettacolarità dei coloratissimi fuochi d’artificio e nella melodia dei suoni bandistici, voglio comunicarti una notizia straordinaria: “il prossimo anno (nel 2000) arriveranno a Ferla da Roma, dove sono conservati in un Monastero, sito nei pressi della capitale, i resti del capo di San Sebastiano”. Sebastiano visse a Roma nel terzo secolo dopo Cristo, e militò nelle schiere dell’imperatore Diocleziano; presto cadde vittima della crudeltà e della violenza con cui i romani, sin dal primo secolo d.c., presero a perseguitare i cristiani. Questo avvenimento richiamerà molti turisti e tanti emigrati che come te sono sparsi nel mondo. Adesso cercherò di farti rivivere l’atmosfera della festa, impegnandomi ad essere il più fedele possibile nella descrizione delle manifestazioni. Ad aprire i festeggiamenti è stato il triduo di preparazione che a partire dal 17 luglio ha visto i fedeli radunarsi nella chiesa di S. Antonio Abate, dove il simulacro è momentaneamente custodito a causa dell’inagibilità della chiesa dedicata al Patrono, per elevargli inni e preghiere. Finalmente nella sera del 19 luglio i devoti hanno potuto salutare e venerare il martire Sebastiano, che durante la solenne curruta avanza maestoso attraverso un drappeggio rosso, sino a portarsi al centro dell’altare, dove gli fanno da corona sfolgoranti luci e composizioni floreali. Segue lo sparo di fuochi che preannunciano la processione della reliquia. Lo sparo di 21 colpi di cannone all’alba del 20 luglio, ha destato moltissimi fedeli, che con le torce votive sono accorsi ai piedi del santo, per supplicarlo e ringraziarlo. “L’ingresso dei nudi” in chiesa e la loro invocazione fanno trepidare gli animi dei ferlesi, che incuranti del sole di mezzogiorno attendono con gioia la spettacolare nisciuta, annunciata dal suono a festa delle campane. Ed ecco che la reliquia e il simulacro di S.Sebastiano avanzano sotto una pioggia multicolore di festoni, tra lo sparo incessante di mortai, tra le lacrime e le implorazioni dei devoti, alcuni dei quali offrono al Martire i bambini nudi. Spero che tu gradisca questo umile lavoro, che ci permette di superare le barriere della distanza. Giuseppina Fisicaro |
|||||||
|
Anche quest’anno arriverà la Pasqua, e Ferla, piccolo centro dell’altipiano ibleo, sembra improvvisamente risvegliarsi dal letargo invernale. Tutti sono percorsi da un fremito che coinvolge la mente e l’anima: i bimbi si improvvisano “’mprisari” e, già molte settimane prima della festa, vanno di porta in porta a chiedere “... signora, ma dà qualchi cosa pò scontru”, le mamme sono prese dalle pulizie di pasqua, dalle cassate, do frummentu ppe sepulcuri,i papà e i nonni fanno a gara per preparare ai figli e ai nipoti a sciaccara cchiù rossa. Tutta la settimana santa sarà poi un periodo di straordinaria intensità: u signuri a culonna, i sepulcuri, a scisa a cruci, u signuri a cascia, a sciaccariata, u scontru, queste le immagini che i ferlesi imprimono sin da piccolissimi nel loro animo e che, anche a chilometri di distanza continuano a rivivere in questi giorni. E’ un misto di religiosità, folklore, fede e tradizione, che i nostri genitori hanno creato per celebrare la più grande festa dell’anno liturgico: la Risurrezione di Cristo dalla morte. Di questo straordinario evento gli Apostoli ne fecero il centro di tutta la loro predicazione, così come è al centro di tutta la vita della Chiesa oggi. Gesù con la sua morte ha riscattato l’umanità dalla schiavitù del peccato, versando come prezzo il suo sangue. E come dice San Paolo “come per causa della disubbidienza di un uomo, Adamo, tutti siamo diventati peccatori, così per mezzo dell’ubbidienza di un solo uomo, Gesù, tutti diventeremo liberi dal peccato e amici di Dio”. Il corpo di Gesù fu preda della morte solo per 39 ore, dalle 15 del Venerdì all’alba della Domenica successiva; e mentre il sole si levava a dar luce, calore e letizia alla terra, dal sepolcro risorgeva il sole spirituale ed eterno: Gesù Cristo. La vittoria di Gesù sulla morte non è soltanto un grande trionfo per Lui, ma è anche garanzia per la nostra risurrezione. E come Gesù è risorto in anima e corpo così sarà anche di noi. E’ questa la grande gioia della Pasqua, è questo il più grande dono di Dio agli uomini, è questo il messaggio lieto che gli Apostoli e la Chiesa annunciano ad ogni uomo da duemila anni. La nostra anima morta per il peccato commesso dai nostri progenitori risorge alla vita di Dio nel giorno del Battesimo. E se sapremo meritarci il Paradiso anche il nostro corpo, alla fine del mondo, risorgerà glorioso come quello di Gesù e godrà per sempre della visione beatifica di Dio. Maria Anna Bellofiore |
|||||||